Come si traduce l’innovazione in un progetto immobiliare concreto? E in che modo architettura, sostenibilità, sicurezza e organizzazione degli spazi possono contribuire a ripensare l’esperienza di lavoro?
Sono stati questi alcuni dei temi al centro dell’ARELonSITE di giovedì 15 ottobre, che ha portato le socie AREL a Horizon, il nuovo edificio direzionale di MIND Milano Innovation District, per approfondire le scelte alla base del progetto e visitare il nuovo headquarter di Bayer Italia.
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MIND: la visione di un distretto in evoluzione
Ad aprire la visita è stato l’intervento di Lendlease, con Nicoletta Gerevini, Ludovica Rossi e Claudia Imparato, che hanno accompagnato le socie AREL alla scoperta di MIND Milano Innovation District, illustrandone la visione, il percorso di sviluppo e le principali sfide. Dalla trasformazione dell’area che ha ospitato Expo 2015 alla costruzione di un nuovo ecosistema urbano, il progetto mette in relazione imprese, ricerca, università, sanità e spazi pubblici, con l’obiettivo di favorire l’incontro tra competenze, innovazione e nuove opportunità di collaborazione.
Un progetto complesso, nel quale pianificazione urbanistica, infrastrutture, sostenibilità, sicurezza e insediamento dei tenant concorrono alla definizione di un distretto in continua evoluzione. La presenza delle aziende e delle istituzioni di ricerca contribuisce a dare concretezza a questa visione, trasformando progressivamente MIND in un luogo di lavoro, sperimentazione e scambio.
Horizon: innovazione progettuale e nuove modalità di costruzione
All’interno di questo scenario si inserisce Horizon, il nuovo edificio direzionale del distretto. Viviana Musazzi, Senior Leasing Executive di Lendlease, ha accompagnato le socie nella visita al quarto piano, illustrando le caratteristiche dell’edificio, le scelte progettuali, le soluzioni costruttive, le tempistiche di realizzazione e le sfide affrontate nel corso dello sviluppo.
La struttura ibrida in legno e calcestruzzo e l’impiego di sistemi di prefabbricazione off-site e di soluzioni DfMA (Design for Manufacturing and Assembly) hanno consentito di ottimizzare le lavorazioni e i tempi di costruzione, riducendo le attività da svolgere direttamente in cantiere e il relativo impatto ambientale.
La scelta di componenti prefabbricati e assemblati a secco risponde anche all’esigenza di rendere più efficienti i processi, migliorare la sicurezza nelle fasi realizzative e favorire un uso più consapevole delle risorse: un approccio che mette in relazione progettazione, industrializzazione e sostenibilità, mostrando come l’innovazione possa incidere sia sulle prestazioni dell’edificio sia sulla gestione della sua realizzazione.
L’edificio si distingue inoltre per gli standard di sostenibilità, benessere, sicurezza e connettività, attestati dalle certificazioni LEED Platinum, WELL e WiredScore Platinum.
“Horizon nasce da una decisione sistemica, nella quale la scelta del legno diventa al tempo stesso ossatura fisica e culturale dell’edificio. È una decisione che riflette la consapevolezza del ruolo che il settore delle costruzioni è chiamato ad assumere oggi: comprendere l’evoluzione del costruito significa infatti interrogarsi sulle conseguenze delle scelte che compiamo, all’interno di un contesto complesso e interconnesso nelle sue dimensioni sociali, ambientali ed economiche. In questa prospettiva, le decisioni progettuali, tecniche e finanziarie non sono mai neutrali né isolate, ma generano effetti che si estendono ben oltre il perimetro dell’intervento. Horizon nasce da questa consapevolezza e dall’ambizione di trasformare le scelte progettuali e costruttive in un contributo di responsabilità verso il futuro”, ha dichiarato Nicoletta Gerevini, Development Manager presso Lendlease.
Bayer Italia: gli spazi come espressione di una nuova identità aziendale
La visita è proseguita all’interno degli uffici del nuovo headquarter di Bayer Italia, con l’intervento di Annalisa Angeleri, Head of HSE, Office Facilities and Real Estate di Bayer Italia, e l’approfondimento del fit-out insieme a Matteo Colombo e Marina Monguzzi, architetti di Progetto CMR, che hanno curato il progetto degli interni.
La nuova sede, di circa 4.000 metri quadrati distribuiti su due livelli, accompagna il trasferimento dell’azienda nel distretto e riflette una trasformazione che riguarda anche il modo di lavorare e di vivere gli ambienti professionali.
Nel corso della visita, Annalisa Angeleri ha illustrato come i nuovi spazi e le scelte progettuali rispecchino una nuova identità aziendale, orientata a una struttura organizzativa più flat, con minori distanze tra le funzioni e maggiore autonomia e collaborazione tra le persone. L’organizzazione degli ambienti è stata sviluppata in coerenza con questa evoluzione, valorizzando flessibilità, condivisione, sicurezza e benessere dei dipendenti.
Gli spazi diventano così parte integrante del cambiamento organizzativo: luoghi in cui svolgere le attività quotidiane e ambienti pensati per facilitare il confronto, sostenere il lavoro tra team e rispondere a esigenze diverse nel corso della giornata. La gestione degli ambienti, delle dotazioni e dei servizi contribuisce inoltre a garantire continuità operativa, condizioni di lavoro sicure e un’esperienza coerente per tutte le persone che utilizzano la sede.
La scelta di MIND aggiunge a questa dimensione una componente legata al contesto. La vicinanza con imprese, centri di ricerca e realtà attive nel campo delle scienze della vita crea infatti nuove occasioni di dialogo e collaborazione, in linea con gli ambiti strategici di Bayer.
Il valore del confronto sul campo
La visita ha offerto alle socie AREL l’occasione di conoscere da vicino due dimensioni complementari della trasformazione immobiliare: lo sviluppo di un distretto urbano e il modo in cui le aziende interpretano, attraverso i propri spazi, l’evoluzione dell’organizzazione, della cultura del lavoro e dei sistemi di gestione.
Un confronto sul campo che ha messo in dialogo prospettive diverse — sviluppo, progettazione, gestione HSE, organizzazione degli spazi e utilizzatori finali — restituendo la complessità delle scelte che accompagnano la realizzazione e la vita di un progetto immobiliare.
L’incontro si è concluso con un aperitivo di networking, proseguendo il dialogo tra le partecipanti in un contesto informale.