La proposta di regolamento europeo Affordable Housing Act, presentata dalla Commissione europea nell'ambito del Piano europeo per l'edilizia abitativa, è al centro del confronto istituzionale sulle misure per migliorare l'accesso agli alloggi a prezzi sostenibili.
Il provvedimento mira a definire un quadro comune che consenta agli Stati membri e alle autorità locali di introdurre, nelle aree caratterizzate da tensioni sul mercato immobiliare, eventuali restrizioni alle locazioni brevi e all'acquisto o all'utilizzo di immobili non destinati a residenza principale.
Sulla proposta è intervenuto il Governo italiano attraverso una relazione predisposta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), che esprime una valutazione contraria all'impostazione attuale del regolamento. Tra le principali criticità evidenziate figurano il rispetto delle competenze nazionali e locali, la proporzionalità delle misure previste e l'adeguatezza dei criteri individuati per identificare le aree in cui l'accesso alla casa risulta particolarmente difficile.
Il Governo ritiene che il contrasto alla crisi debba concentrarsi prioritariamente sull'incremento dell'offerta, attraverso il recupero degli immobili inutilizzati, la rigenerazione urbana, la semplificazione delle procedure autorizzative e il rafforzamento dell'edilizia sociale.
Il tema è stato approfondito anche dalla 4ª Commissione permanente del Senato, che il 28 ottobre 2026 ha approvato una risoluzione sui profili di conformità della proposta ai principi europei di sussidiarietà e proporzionalità. Nel documento vengono richiamate le specificità territoriali dei mercati immobiliari e la necessità di valutare strumenti alternativi alle restrizioni, con particolare attenzione al ruolo degli investimenti e delle politiche di sviluppo dell'offerta.
Un confronto che riporta al centro del dibattito il rapporto tra accessibilità economica, valorizzazione del patrimonio immobiliare, diritto di proprietà e specificità dei mercati locali.
Approfondimenti